Buste per la spesa

di Maurizio Bisogno 2015

Voi avete capito tutto della vita, vero? E se vi chiedono un consiglio ve ne state in silenzio.

Siete persone realizzate, voi; ma parlare con voi è deprimente, non sapete far altro che lamentarvi.

Eh, sì, avete un posto di lavoro che dite di odiare ma che difendete con i denti.

Dalla vostra bocca escono solo parole di insoddisfazione, frustrazione e lamento. Ma in privato, quando siete soli con voi stessi, avete pensieri di commiserazione e di disprezzo per coloro che avete ingannato.

La vostra regola è l’insincerità, perché temete di perdere la posizione che avete o perché temete che qualcuno vi scavalchi nella vita e nel lavoro.

Siete degli insicuri e seminate solo sentimenti negativi.

Criticate le regole della vostra società ma siete i primi a seguirle in segreto.

Mettete avanti la necessità, ma siete solo dei pusillanimi e avete dato via quel poco di anima che vi era rimasta pur di ottenere un po’ di torta.

Ma avete raccolto briciole e vi tormentate. Avete raccolto semi secchi ed ora, quando stringete i pugni, con terrore vi rendete conto che le vostre mani sono vuote.

E così il tempo trascorre come se non fosse successo nulla, come se vi avesse attraversato senza lasciare traccia.

Allora non vi resta che tornare a tormentarvi per quello che non avete ottenuto e per ciò che vorreste avere.

Ma nulla potrà riempire il vuoto che vi portate dentro. Le cose non possono sostituire l’anima che avete perso. Le cose non sono valori autentici.

Le maschere che indossate non sono che effimeri travestimenti; i vostri cuori sono aridi.

A poco a poco gli inganni che perpetrate contro gli altri vi consumano, ma la devastazione è totale quando vi accorgete di quello più grande, di quell’enorme inganno che perpetrate contro voi stessi.

In quel momento, l’abisso non ha dimensioni. Non siete semplicemente in esso, ma voi siete l’abisso, il vuoto, il nulla e la vostra vita vi sfugge come se non fosse mai stata. Sapete che non siete mai esistiti.

Terrorizzati, vi aggrappate a questa o quella divinità, ma non avete fede e non vi serve; gli dei non vi parlano e non vi sentono.

Chi siete? Ora ve lo chiedete, ma la vostra domanda è muta, non avete una voce interiore. Non c’è suono che possa attraversare il vuoto.

Ormai vagate nello spazio e vi aggrappate sempre più alle cose, alla necessità che, se non ci fosse, non vi riuscirebbe di vedere qualcosa in quello specchio che vi sta di fronte.

Voi siete il riflesso della necessità che, se non ci fosse, voi sareste invisibili.

Gusci fatti del riflesso delle cose necessarie, ma gusci vuoti.

In questo mondo desolato

Siete solo buste per la spesa

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