Gli Alburni al centro di trame spionistiche internazionali? Il caso Mario Scaramella

Alexander Litvinenko – ex-agente KGB passato a lavorare come informatore del MI5 e del MI6.

Andrei Lugovoi e Dimitri Kovtun prendono un tè al Plutonium210 senza apparente effetti su Litvinienko (1.1.2006)

Scaramella incontra Ltvinenko all’Itsu Sushi a Piccadilly, Londra. Di questo incontro si parla poco o è quasi dimenticato.

E perché Scaramella incontra Ltvinenko? Per ottenere da lui le prove di una accusa fatta in precedenza dallo stesso Litvinenko secondo cui Prodi sarebbe un uomo del KGB, Ma l’informatore russo non aveva nulla in mano.

Vale la pena notare che la morte per infarto del diplomatico russo Igor Ponomariov viene registrata non molto dopo un incontro con Scaramella. Chi è veramente questo strano personaggio?

Nel 2002 S. Berlusconi aveva istituito la commissione Mitrokin per indagare le infiltrazioni del KGB in Italia e aveva messo a capo di quella commissione Paolo Guzzanti. Questa commissione fu capace di produrre del materiale valido? In una sua dichiarazione Adreotti esprimeva il parere che ci fu non molto da scoprire su spie e agenti stranieri.

Nel 2003, Guzzanti arruola Scaramella nella speranza di raccogliere informazioni più fresche. A questo proposito, Oleg Gordievsky, membro dell’ex KGB, afferma che Scaramella l’aveva perseguitato per fargli sottoscrivere affermazioni false su Prodi e altri politici del centro-sinistra italiano.

Il caso Litvinenko-Scaramella si inserisce nel piano di Berlusconi di gettare discredito sulla sinistra e creare falsi scandali in modo da coprire veri colpevoli.

Pare che dietro tutto il caso Litivinenko ci sia lo zampino di Boris Berezovsky, multimiliardario russo e acerrimo nemico di Putin.

Il caso Litvinenko è stato una frode sin dall’inizio e continua ad esserlo tutt’oggi… io so per certo che i personaggi principali che stanno dietro quelle accuse mentono”, scrive William Dunkerley.

Il caso Ltivinenko è stato riesumato a più riprese in Gran Bretagna all’interno della politica occidentale diretta contro Putin e contro la Russia. Esso viene assimilato al caso di Yagor Gaidar critico di Putin che più di nove anni fa morì avvelenato. The Sun racconta anche che Litvinenko dopo una conferenza a Dublino fu portato di corsa all’ospedale perché aveva iniziato a vomitare sangue – ma quella volta non fu per lui letale.

Questo caso internazionale ha qualche legame con gli Alburni, appendice montuosa dell’Appennino lucano e in particolar modo con il paese di Castelcivita dove il nostro Scaramella mosse i suoi primi passi come collaboratore dei servizi segreti italiani, portando avanti attività di indagine per scoprire infiltrazioni russe nei gruppi ambientalisti, stanziate in quell’area tra il 1989 e il 1995.

Sui rapporti tra Scaramella e gli Alburni, c’è sul web un interessante articolo di Oreste Mottola, giornalista locale. L’articolo è disponibile sul suo blog e questo è il link: http://mottolaoreste.blog.tiscali.it/tag/scaramella/?doing_wp_cron

Ecco cosa scrive, tra l’altro, ORESTE MOTTOLA:

(…)

La carriera di Scaramella comincia negli Alburni, fra la fine del 1989 ed il 1990. Qui s’inventa un corpo paramilitare, i Nasc. Comincia con Mario Ferrante (Controne), Mimmo Rosolia (Sicignano degli Alburni), Giuseppe Melchionda (Serre), Pasquale Principato (S. Angelo a Fasanella e Generoso Conforti (Postiglione) convinti alla causa della difesa della sacra montagna bianca e del fiume Calore. Ed invece? “Allora mi fu chiesta una attività informativa dal Sismi sui rapporti fra criminalità e ambiente, ne era a conoscenza l´Alto commissariato antimafia e iniziò lì la mia competenza sul Kgb che cercava spie in Italia fra gli ecologisti, volevano formare una specie di Brigate verdi. Un bel giorno, mi trovai sotto inchiesta a Napoli, Santa Maria Capua Vetere e Salerno; prosciolto in tutti e 3 i casi”, è il suo racconto a giustificazione di quando, dopo l’ennesima vicenda clamorosa nella quale è coinvolto, gli chiederanno conto di quell’avventura giovanile sugli Alburni. Che arrivò all’arruolamento di 30 ragazzi per un vero e proprio corso paramilitare rigorosissimo, corredato da azioni dimostrative. La sede operativa è a Castelcivita dove hanno a disposizione un intero convento, quello di Santa Geltrude. A stroncarne l’azione è Corrado Catenacci, allora prefetto di Salerno. Scaramella e i suoi Nasc spariscono dagli Alburni da un giorno all’atro. La magistratura lo mette sotto accusa ipotizzando che nell’occasione abbia agito per conto del clan dei Casalesi. Prosciolto, inizia una carriera che lo porta ad essere, lo riferisce l’agenzia Chechenpress citata dalla stampa internazionale, molto vicino al vicecapo del Fsb Kolmogorov. Un doppiogiochista? Non male per chi aveva cominciato il suo cursus honorum “infiltrando” gli inocui ambientalisti di Sicignano e Postiglione.

Se si è vissuti in quelle zone durante quel periodo, pur non essendo affatto a conoscenza di queste trame dei servizi segreti, si osservavano atteggiamenti non del tutto spiegabili a prima vista. Penso a persecuzioni di giovani che apparentemente non avevano spiegazioni. Senza in questa sede entrare nei dettagli, si potrebbe mettere insieme un intreccio di persone alcune delle erano consapevoli di lavorare per una struttura di spionaggi, ma la cui maggioranza, ignara di questo coinvolgimento, credeva di lavorare per proteggere il patrimonio naturale locale. Che storie, ragazzi! Buona domenica.

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