Osservazioni sul problema della scuola

Fare le cose per passione e per necessità.
Il mondo della scuola sembra essere nel caos più totale. Guerre tra “poveri” si ripetono ciclicamente. Se il denaro è il Signore delle classi dirigenti, chi ha interesse veramente in una scuola che funzioni?
Si è forse riflettuto su che tipo di scuola si vuole?
Innanzitutto, sembra che i problemi della scuola si riducano a una questione di soldi o di norme per l’inserimento nel mondo del lavoro, cioè questioni pragmatiche. Non esiste una riflessione generale sulla scuola e sulle sue funzioni e su chi ci deve lavorare.
Al momento è una questione di mercato, domanda/offerta su cui si innestano i vari poteri politici, amministrativi, economici.
Siamo in un mondo in cui domina la tecnica e il mercato, allora gli insegnanti se la cavano come possono. In realtà, se ci sono tantissime persone che desiderano far parte del corpo insegnante dovrebbe essere un bene, invece accade il contrario: il vero tirocinio diventa la battaglia per entrare in aula come docente e, una volta che sei dentro, insegni ai futuri insegnanti come barcamenarti nei grovigli istituzionali, ma poi ti ricordi ancora che cosa sei venuto a insegnare?
Ripeto, la domanda dovrebbe essere: che scuola vogliamo? Chi deve insegnare? Perché io voglio insegnare? Questo vuol dire che le risposte non dovrebbero essere formulate dai politici o i burocrati di turno, piuttosto dal corpo docente esistente e futuro.
Fare le cose per passione e per necessità.

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