Cattivi maestri e comici astuti

Oggi vorrei dirvi di alcune curiosità che riguardano i Sofisti. Voi tutti sapete che i Sofisti non insegnavano gratuitamente. Ma vi siete mai chiesto qual era il loro onorario? Sulla base di quanto scrive Platone nei vari dialoghi, sappiamo che Prodikos offriva un corso a 50 dracme, Euenos di Paros a 5 mnai; Gorgia, Ippia e Protagora si facevano pagare, ma non sappiamo quanto esattamente. Nel dialogo Protagora di Platone i sofisti si riuniscono a casa di Kallias, uomo estremamente ricco che ha la reputazione di aver speso ingenti somme per i Sofisti. Di conseguenza, questi filosofi andavo dal barbiere, vestivano sandali di qualità e non erano degli asceti. Socrate potrebbe appartenere più a questa classe di filosofi che non alla figura della filosofo trascurato, sporco, senza una vera dimora e che mangiava male.

Tuttavia, il Socrate di Platone nell’Apologia, paragona l’uso di farsi pagare per insegnare a una forma di prostituzione.

Inoltre, pare che, secondo un certo Aristoxenos, Socrate prendesse soldi per i suoi insegnamenti raccogliendo le monete che gli astanti gli gettavano, come si fa con in musicisti che suonano per strada.

Aristippo invece conferma che Socrate accettava vino e cibo dai suoi ricchi amici, anche se ne prendeva solo una piccola parte e, inoltre, lo stesso Aristippo nega che Socrate si facesse pagare per le sue lezioni.

Il grande nemico di Socrate, Aristofane, che nelle Nuvole ridicolizza e si fa sberleffo del filosofo greco, evidentemente non riteneva che la ricerca filosofica e lo studio della filosofia fossero elementi necessari a una società civile, giungendo perfino a istigare violenza e repressione legislativa contro tali insegnanti e insegnamenti. Per dire che i comici la sanno lunga… e un popolo che dà loro pieno credito o che apprende la realtà attraverso di loro non sempre conosce i presupposti idelogici dei vari guitti e “sberleffatori”.

Infine, i comici, i caricaturisti e i satiri sembrano essere incapaci di resistere alla tentazione di sfruttare tutte le possibilità che si aprono una volta che il progetto comico, ridicolizzante, iniziale ha preso vita.

Possiamo concludere dicendo che ci sono cattivi maestri e comici astuti. Ma, soprattutto, che l’industria dello spettacolo e dell’intrattenimento ha sempre un’ideologia di cui una parte importante è implicita ma non innocua, nascosta ma non imparziali.