La dialettica hegeliana in 90 secondi

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L’Assoluto è all’inizio, in principio poniamo l’assoluto che è puro Essere. [L’Essere è simile all’essere dei Presocratici e della filosofia greca classica. Pensiamo ad Anassagora, Parmenide, Eraclito, Aristotele.] Ma essendo puro non ha qualità, dunque è niente. Da questa prima opposizione si ha il divenire. L’essere è la tesi, il nulla è l’antitesi, il divenire è il risultato di questo contrasto.

Nella coscienza come nelle storia, l’elemento stabile viene opposto da un altro elemento che lo nega, in questo modo la stabilità si disintegra in un terzo elemento che contiene entrambi ma si sviluppa anche come ricco di nuove tensioni interne, cioè come un nuovo elemento o stadio. Questo processo dialettico è necessario sia al pensiero, sia alla realtà. Entrambi procedono per via dialettica.

La dialettica hegeliana trasforma la logica assumendo che ogni determinazione va intesa insieme al suo opposto, oppure possiamo dire che l’unità non nega la molteplicità ma in essa si realizza, oppure che il positivo e il negativo si ricompongono in una unità nuova. La basse della logica non è più come in Aristotele il principio di non contraddizione ma il principio di contraddizione, dalla contraddizione degli opposti scaturisce la comprensione e la realtà stessa.

In questo processo, il ruolo della ragione è fondamentale in quanto è proprio la ragione che permette di connettere gli opposti, essa, mediante la riflessione, congiunge il primo nel secondo creando la sintesi. {/gspeech}


 

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