Un ricordo di gioventù
Voglio ricordare qualcosa di semplice e coinvolgervi in questa mia rimembranza. Non so esattamente cosa andrò a scrivere, ma vi prego di seguirmi fino alla fine.
Quando scrivevo L’assente, ero trasportato lontano, immerso nel flusso di scrittura, senza pensare, le parole si susseguivano sulla pagina. Ora si avvicendano come pietre e non cadono come goccioline di rugiada. È che si cambia, cambiano le letture, le lingue, il paese in cui si vive, le attività, i sentimenti. Ma non me ne dispiaccio, infatti, l’importante è evolvere e lasciare che la scrittura segua il nostro percorso, cambiando con esso.


